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Claudio Palmieri

 Premio alla carriera 2020 | 2021

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Claudio Palmieri Premio alla carriera in Villa Brivio 

Claudio Palmieri Biografia

Claudio Palmieri nasce a Roma il 25 febbraio 1955. Nel corso dei suoi studi assume particolare rilievo la figura di Mino Delle Site, pittore futurista della seconda generazione. Nell’aprile del 1985 esordisce alla galleria L’Attico di Roma nella mostra “Tre pittori inediti”. In settembre è insieme a Limoni, Luzzi, Nunzio, Pizzi Cannella, Ragalzi e Tirelli nella collettiva “La Nuova Scuola Romana” alla galleria Bleich-Rossi di Graz. Nell’ottobre dello stesso anno tiene la sua prima personale, ancora all’Attico, dove a dicembre partecipa ad “Arte in cornice”. Queste occasioni segnano l’inserimento definitivo di Palmieri all’interno del gruppo variamente denominato come “Nuova Scuola Romana” e “Scuola di Via del Paradiso”, ruotante attorno alla galleria diretta da Fabio Sargentini. Nel febbraio 1986 è presente a “Forum” alla fiera di Zurigo con la galleria L’Attico e inaugura la personale presso Annina Nosei Gallery a New York. A giugno è ad “Aperto” in seno alla XLII edizione della Biennale di Venezia; partecipa anche a “A Contemporary View of Nature”, presso The Aldrich Museum of Contemporary Art, Connecticut, inauguratasi in dicembre. Del 1987 è l’avvio di una identificazione critica degli artisti che operano nella zona vicino alla via Prenestina, il cosiddetto Pigneto: tra questi emergono le figure di Marisa Busanel, Ligi, Limoni, Sciannella e Palmieri, uniti da una frequentazione costante data anche dalla vicinanza degli studi. La presentazione della nuova stagione creativa di Palmieri avviene ancora all’Attico nella personale che si inaugura il 16 marzo. A Spoleto, alla Chiesa di San Nicolò, si inaugura il 1 luglio la mostra “L‘Attico 1957-1987”. A dicembre si tiene all’Attico una personale nella quale Palmieri espone un ulteriore aspetto della sua attività, quello scultoreo. Il 28 maggio 1988 è a giugno in “Geometrie dionisiache” alla Rotonda della Besana di Milano, ricognizione sulla giovane scultura italiana. Partecipa contemporaneamente anche a “Arte, il pieno e il vuoto” a Palazzo Corsini ad Alessandria e ad “Astratta” alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Palazzo Forti di Verona. È presente a Roma alla collettiva “Bello o brutto, mi fido solo dei miei occhi”, curata da Fabio Sargentini all’Attico con due grandi sculture in metallo e plastica. Nel febbraio 1989 è in “Materialmente. Scultori degli anni ottanta” alla galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna. Partecipa inoltre, insieme a Corsini, Nagasawa, Nunzio e Riccio, a “Omaggio a Brancusi” all’Attico. Nel 1990 è alla IV Biennale d’Arte sacra a Palazzo Montuori di Pescara. Numerose sono le presenze in mostre collettive durante l’anno 1991. È con l’Attico ad “Attualissima” in seno a Fiera d’arte Contemporanea alla Fortezza da Basso di Firenze; alla Pinacoteca di Cento espone in “L’Arte di Fine Secolo. Magico Primario, una revisione”. A marzo è in “Quaternaria” alla Fiera di Roma. In maggio si inaugura a Bologna la sezione Pittura di “Anninovanta”, all’interno della quale Palmieri presenta quattro grandi dipinti. La stagione si chiude con un’importante personale presso la galleria Arte 92 di Milano, inauguratasi il 5 dicembre. Nel 1992 un’ampia dichiarazione di poetica è pubblicata in “Iconostasi” (Urbino, gennaio-aprile 1992, a. I, n. 0), accompagnata da numerosi disegni: il filo conduttore dello scritto e delle immagini è l’incontro di Palmieri con la scultura di Leoncillo, momento determinante nella evoluzione della sua concezione scultorea. In luglio espone Un metro cubo di mare – Omaggio a Pascali e Rosa dei venti in occasione di “Ritorno al mare”, mostra collettiva organizzata a Polignano a Mare. Il 21 marzo si inaugura alla Palazzina dei Giardini di Modena, organizzata dalla Galleria Civica, la prima personale in uno spazio pubblico, curata da Flaminio Gualdoni, in cui presenta cinquanta tra sculture e dipinti inediti e realizza un’installazione in ceramica nell’aiuola antistante la Palazzina. Nel 1993 inizia la stagione con una personale di pittura alla Arte 92 di Milano, seguita da un’altra personale nella galleria Otto di Bologna. Nello stesso anno tiene la personale “Porta d’Oriente”, alla galleria Zelig di Bari. Nel 1994 partecipa a molte collettive, come “Raccolta del disegno contemporaneo”, alla Galleria Civica di Modena e “Capolavori contemporanei”, al Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide. Nello stesso anno importante è la partecipazione alla XXXII Biennale Nazionale d’Arte Città di Milano. Nel 1995, oltre alle numerose collettive, è presente anche al XVIII Premio Città di Gallarate e al XXVIII Premio Vasto. Nel 1996 realizza un’opera scultorea permanente nel Comune di Casacalenda in occasione della manifestazione “Kalenarte ’96”.

La stessa esigenza lo porta in questi anni a sperimentare la fusione tra suoni e scultura, creando insieme al jazzista Maurizio Giammarco Hardware, una performance di sax e quindici sculture di metallo da lui stesso suonate, in un originale intreccio espressivo. La performance verrà presentata in diversi teatri di Roma e in diretta su RAI Radio 3 nel 1997. Partecipa al 48° e al 49° Premio Michetti, a Francavilla a Mare. È presente alla XII Quadriennale di Roma. Nel 1997 partecipa al Premio Marche, Ancona, ed è vincitore della seconda edizione del Premio Umberto Mastroianni a Torino, per la realizzazione di una scultura monumentale in bronzo. Nel novembre dello stesso anno realizza una personale alla galleria Spazio Blu di Roma, con opere su carta inedite. Nel 1998 installa la scultura monumentale Vesta, in marmo e bronzo, nella centrale piazza Lodi, a Roma. Nel 2000 espone alla Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma nell’ambito della serie di mostre denominate “Lavori in corso n° 9”, dove propone ancora Hardware, la sua performance sonora. Lo stesso anno partecipa alla seconda edizione della mostra collettiva “Periplo della scultura contemporanea” al Museo della Scultura Contemporanea di Matera. Nel 2001 Palmieri partecipa all’importante mostra “Scultura italiana del XX secolo”, che tocca diversi musei giapponesi (Yokohama Museum of Art, Kagoshima City Museum of Art, The Museum of Modern Art di Ibaraki, Museum of Contemporary Art di Sapporo e lo Shimane Art Museum). Qui presenta la scultura Logos, realizzata in ferro e ceramica. Nello stesso anno espone alla galleria Valentina Moncada di Roma con José Maria Sicilia. Il 23 febbraio 2002 Palmieri dà vita a una nuova performance di Hardware in occasione della mostra “INmateriaLE MIMESI” tenutasi a Villa Vercelli Cavriani a Mozzacane (VR), che viene in seguito trasmessa via web. Nel maggio del 2002 Claudio Palmieri presenta per la prima volta le sue fotografie in una mostra personale, “Scatto Continuo”, organizzata dall’Attico all’interno di “FotoGrafia – Primo Festival Internazionale di Roma”. Nel luglio partecipa alla mostra “Arte Salute e Lavoro” a Guidonia (RM). Nel 2006 espone all’Associazione Culturale TRAleVOLTE di Roma una serie di sculture costituite da intrecci di fili di acciaio e grumi di ceramica colorata, che danno vita a uno straordinario intervento dal titolo Filo volante. La ricerca verso una dimensione ambientale della scultura, aperta alla integrazione di aspetti visivi, tattili e sonori prosegue in altre opere del 2007, come Natura Antropomorfa e Presepe Celeste. Esemplari sono le opere della mostra di novembre alla Arte 92 a Milano, dove ben si evidenzia l’ulteriore stimolo per un valore sinestetico dei linguaggi. In quell’anno, in occasione dei 50 anni dell’Attico, Fabio Sargentini lo incarica di una performance dal vivo che possa celebrare l’importante anniversario. Dipinge in poche ore una enorme tela davanti al pubblico dell’inaugurazione, tela che riproduce il manifesto Anni Lunari creato dallo stesso Palmieri. Continua è la collaborazione con il teatro presente all’interno della galleria stessa, alle cui messe in scena Palmieri collabora regolarmente. L’aspetto performativo è centrale anche nel dialogo con la musica, che si approfondisce in questi anni: nell’intrecciare il suono del sassofono e delle manipolazioni elettroniche di Giammarco con le sonorità derivate dalla percussione e dalla “provocazione” delle proprie sculture metalliche. Palmieri si ritaglia un inedito ruolo di musicista-performer. Un’altra esibizione ha luogo presso il Teatro Nuovo di Spoleto (PG) l’8 dicembre del 2008. Oltre a partecipare a diverse collettive, nel 2008 realizza un altro monumento a Trieste, presso la Capitaneria di Porto, a seguito di un concorso pubblico. La scultura, dal titolo Ankos, rappresenta un’ancora bronzea di sette metri, pensata e realizzata in una composizione modulare composta da più elementi simbolici. Il 3 ottobre 2009 un’altra installazione permanente è commissionata dall’Associazione Culturale TRAleVOLTE nel giardino del convento dei Passionisti alla Scala Santa a Roma, Giardino sospeso, composta da tre istallazioni distinte. Nel 2010 espone lavori in cera su carta nella collettiva À la carte all’Attico, in cui compaiono anche le opere di Maurizio Corona, Jean Fautrier e Mark Tobey. Nel 2012 espone presso la galleria Limen otto9cinque di Roma nella personale “Claudio Palmieri, la mano, la testa, il cuore”. In questi anni, oltre a varie mostre collettive, Palmieri intensifica la ricerca pittorica, fotografica e scultorea e in particolare la ricerca agli effetti luministici, facendo uso della cera fusa e di colori fosforescenti e fluorescenti. Nel maggio 2014 realizza il busto in creta di Pier Paolo Pasolini durante una performance dal vivo nell’ambito di un omaggio collettivo al poeta-regista, nel suo ex atelier nel quartiere Pigneto di Roma. Del 2015 è “Naturalmente” una importante personale al Museo Bilotti di Roma, un percorso sul tema della Natura vista da Palmieri in trent’anni di ricerca; sempre nel 2015 si tiene “C’è chi dipinge”, collettiva all’Attico. Nel 2017 è in “Il cammino delle Certose. I percorsi dell’anima” alla Certosa di San Lorenzo di Padula (SA). Nel 2018, in occasione dei festeggiamenti dedicati ai sessant’anni dell’Attico, è presente nella mostra storica “Scorribanda” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, con un’opera del 1985. Sempre nel 2018 Palmieri è nell’importante mostra “La Luce Diversa” al Museo Mattatoio ex Macro Testaccio di Roma. Nel 2019 è nella collettiva “Arte Accidentata” all’Attico, in estate in “Vesuvio quotidiano Vesuvio Contemporaneo” alla Certosa di San Martino a Napoli e al 70° Premio Michetti a Francavilla al Mare. Ancora nel 2020 partecipa a “Verso l’Aleph di Napoli”, Certosa e Museo di San Martino, Napoli, e in “Artisti che collezionano artisti” al Museo di Roma in Trastevere a Roma.